Località termali attiveEmilia Romagna

Riccione RN – Terme di Riccione

Alcuni ritrovamenti archeologici indicano già prima del II° sec. a.C. i primi insediamenti umani su questo territorio. La sua posizione lungo la Via Flaminia, che collegava Roma con Rimini, con Ravenna ed il porto di Classe e lungo la Via Emilia, in direzione Milano, contribuì allo sviluppo dell’antico insediamento romano di Riccione che ebbe notevoli contatti con popoli lontani, così come si riscontra dalle scoperte archeologiche fatte presso la necropoli della città.
Informazioni interessanti ci giungono dal Codice Bavaro (ovvero un registro di concessioni territoriali avvenute nei primi anni del 800, dove per la prima volta viene fatto riferimento alla località Arcioni. Inoltre sempre il documento parlava della pieve di San Lorenzo, e quella di San Martino (che attualmente sarebbe Riccione paese).
Non esistono grandi testimonianze sul periodo delle invasioni barbariche e sul tardo medioevo. Nel XIII secolo, i Malatesta di Rimini, vicari del Papa, governano la città realizzando il castello sulle colline (oggi restano i ruderi) ma, successivamente, il territorio passa sotto il controllo diretto dello Stato della Chiesa. Tra il XVI ed il XIX secolo la città si espande sul litorale, fino alla realizzazione di nuove aree residenziali e dei primi insediamenti turistici già alla fine del 1800, diventando, successivamente, una delle mete turistiche più ambite in Italia.
Alla fine dell’800, grazie alla linea ferroviaria Bologna-Ancona, i riccionesi iniziarono ad ospitare i bambini di Bologna negli ospizi marini, anche per la diffusa la conoscenza di quanto bene facessero i bagni al mare (in modo particolare per l’anemia). Da quel momento, ebbe inizio lo sviluppo turistico della città che nel 1880 si dota di un nuovo Piano Regolatore mirato allo sviluppo, iniziando a piantare gli alberi,a fare nuove strade, a favorire nuove attività residenziali per attrarre la borghesia emiliano romagnola (ma non solo) e diventando la “Città Giardino” ancora oggi nota.
Un’impronta decisiva allo sviluppo della città si deve alla benefattrice Maria Boorman Ceccarini che contribuì al rifacimento del porto canale, alla costruzione dell’ospedale intitolato al marito Giovanni Ceccarini e all’asilo per l’infanzia che porta ancora il suo nome. Il famigerato Viale Ceccarini di Riccione deriva il suo nome da questa famiglia.
La nascita del Comune di Riccione è datata 19 ottobre 1922, quando con Regio Decreto non è più una frazione di Rimini ma diventa Comune autonomo. Da questo momento la città comincia a delineare il suo profilo di località turistico-balneare ospitando illustri personaggi della politica (tra cui Mussolini) della borghesia e della aristocrazia. Negli anni Trenta la città conta già un afflusso medio annuale di 30.000 turisti e più di 80 strutture alberghiere che inglobano il tessuto di ville e villini dalle pregiate architetture che avevano caratterizzato la cittadina d’inizio secolo.
Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, inizia la lenta e faticosa ricostruzione e il delinearsi sempre più marcato della vocazione turistica, mondana e modaiola della città. Riccione, in parallelo con il turismo di massa diventa una vera e propria meta vacanziera di personaggi dello spettacolo, della cultura e dello sport come Pelè in viaggio di nozze, Mina, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida e tanti altri, avendo la capacità di reinventare se stessa creando numerose occasioni di divertimento e dando vita a nuove stagioni ricche di manifestazioni ed eventi.
Tuttavia la città propone anche interessanti risorse architettoniche e storiche, come il Castello degli Agolanti (XIV secolo) oggi location comunale per eventi, la Chiesa di San Martino (1237) che, nell’altare, contiene una dedica, risalente al 1545, al Beato Alessio, protettore della città vissuto nel XV secolo; la fontana del Bosco della Pioggia, in fondo a Viale Ceccarini; il Ponte romano sul rio Merlo, lungo la Via Flaminia; il sito archeologico di San Lorenzo ed il Museo del Territorio; la Villa Margherita ( o Villa Mussolini) residenza estiva del dittatore, oggi sede comunale pe mostre ed eventi.
La buona tavola locale conquista il palato attraverso i prodotti del mare e della campagna e con l’abilità gastronomica delle massaie locali. Le colline circostanti sono ricche di produzioni di olio e vini di qualità che ben si accompagnano a piatti come passatelli in brodo di pesce, strozzapreti caserecci, tagliolini al nero di seppia, sardoncini alla griglia, frutti di mare, crostacei agli agrumi, orate e altri pesci dell’Adriatico, la porchetta, i salumi ed i formaggi, piadine, spianate e tanto altro ben di Dio.

Le Terme di Riccione trovano la loro origine già dal 62 a.C., quando i soldati romani portavano i loro cavalli a camminare nel fango per curare i dolori alle zampe. Alcune fonti narrano che anche l’Imperatore Diocleziano (247- 316 d.C.) ne provò le virtù. Successivamente, secondo alcuni testi storici, anche i corsari che infestavano le coste fino al 1600 ne trassero beneficio e, non ultima, la Regina Cristina di Svezia, in visita nel 1657 ai Signori di Riccione al Castello degli Agolanti.
Le prime analisi delle acque furono eseguite solo nel 1890 dal Conte Felice Pullè, primo Direttore Sanitario dell’ospedale Ceccarini di Riccione, che ne dimostrò la ricchezza di sali minerali e l’efficacia nella cura delle insufficienze epatiche. Tuttavia lo stabilimento termale vero e proprio sorse anni dopo con la sola bibita dell’acqua. Il vero sviluppo del centro termale iniziò negli anni ’80 quando una visione più specialistica permise di sfruttare proprietà terapeutiche delle acque in maniera più approfondita.

Le acque

Le acque delle Fonti del Beato Alessio, contrariamente al credo popolare, non provengono dal mare, ma dalle colline dell’entroterra. L’acqua piovana si infiltra nel sottosuolo in profondità e inizia un lungo percorso, arricchendosi di minerali e trasformandosi nelle acque termali di Riccione Terme.
Sono quattro le Fonti che alimentano le Terme:
Fonte Isabella, con acqua sulfurea-salso-bromo-iodica-magnesiaca ad elevata concentrazione salina.
Fonte Claudia-Riccione, con acqua sulfurea-salso-bromo-iodica-magnesiaca. Non irritante, di media mineralizzazione, facilmente tollerata.
Fonte Celestina, con acqua leggera sulfurea-salso-bromo-iodica-magnesiaca ben tollerata anche dalle persone più sensibili.
Fonte Adriana, con acqua magnesiaca-sulfurea-salso-bromo-iodica altamente mineralizzata.
Queste straordinarie acque sulfureo-salso-bromo-iodico-magnesiache sono anche l’elemento caratterizzante dei fanghi, preparati con l’utilizzo di argille provenienti dalle cave di San Leo. Dopo la preparazione, i fanghi sono posti in vasche di maturazione per circa sei mesi e si arricchiscono di sostanze inorganiche ed organiche che ne aumentano la valenza terapeutica.
Il fango utilizzato a Riccione Terme è composto di argille e di acque solfuree-salso-bromo-jodiche. Le argille sono abissali di origine marine e sono estratte nella cava Tausano, sita nel comune di S.Leo.

Indicazioni terapeutiche

L’acqua della Fonte Isabella è indicata in tutte le forme dermatologiche croniche, nei bagni per le patologie osteoarticolari e nei postumi di flebopatia cronica.
L’acqua della Fonte Claudia-Riccione, grazie alla presenza di zolfo, è l’acqua di elezione per il trattamento delle patologie a carico delle vie aeree superiori ed inferiori, per la cura della sordità rinogena, per la preparazione dei fanghi terapeutici. Le sue proprietà antinfiammatorie, miorilassanti, stimolanti il sistema immunitario e la capacità di contrastare i gonfiori la rendono estremamente efficace nei bagni per le patologie osteoarticolari, dermatologiche e nei postumi di flebopatia cronica.
L’acqua della Fonte Celestina svolge una delicata ma efficace azione regolarizzatrice del transito intestinale, disintossica il fegato e ha dimostrato azioni depurative, rinfrescanti e tonificanti sull’organismo.

Le cure ed i trattamenti

Per la cura di patologie otorinolaringoiatriche si praticano cure inalatorie

  • inalazioni
  • aerosol
  • humage
  • nebulizzazioni
  • irrigazioni nasali
  • docce micronizzate
  • insufflazioni per la cura della sordità rinogena
  • cicli integrati di ventilazione polmonare
Per la cura delle ossa e dei muscoli si praticano fango balneoterapia, balneoterapia (bagni artroreumatici), massaggi termali, riabilitazione motoria e terapie fisiche.
Per la cura di patologie alla circolazione, si praticano balneoterapia vascolare, percorso flebo logico in acqua termale differenziata, massaggi drenanti e linfodrenati, presso terapia, tecar linfodrenante.
Per la cura delle patologie dell’apparato digerente ed urinario, si praticano cure idropiniche che esercitano azione lenitiva sulle mucose, depurativa sul fegato e regolatrice delle funzioni digestive ed intestinali.
Per la cura delle malattie della pelle, si praticano bagni dermatologici particolarmente indicate nella cura di numerose affezioni cutanee su base allergica ed immunologica quali psoriasi, dermatiti ed eczemi; queste patologie traggono beneficio da immersioni in acqua, talora con l’applicazione dell’idromassaggio, che oltre a riattivare la circolazione favorisce l’eliminazione di lamelle cornee, squame e papule.

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