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Garessio (CN) – Parco delle Fonti di San Bernardo

Già gli uomini della pietra vivevano nelle numerose grotte (importanti per i reperti quelle del Gray e di Valdinferno). La zona fu popolata da guerrieri e pastori, i Liguri Montani ed i Vagienni. Del periodo romano ci restano molte testimonianze: le lapidi di Trappa, di Mindino, una tomba con vasi fittili, la testata del ponte romano di Piangranone, ecc. Dal secolo IX arrivarono le orde saracene che da Frassineto (attuale Saint Tropez, Provenza) si spinsero a funestare tutta la Val Tanaro ed il Piemonte meridionale, lasciando tracce in alcune torri cilindriche di avvistamento (Barchi). Verso la fine del secolo X la popolazione si ribella ai Saraceni e viene quindi costituita la Marca Aleramica, secondo la nuova divisione dell’Italia fatta da Berengario II verso il 950. La religione cristiana, già diffusa in Garessio prima dei Saraceni, come testimoniano i resti dell’antichissima Pieve di San Costanzo, edificata su un sacello romano, ebbe una nuova fioritura dopo il Mille grazie alla nascita di chiese e monasteri (la famosa Certosa di Casotto col Beato Guglielmo di Borgoratto), mentre nella vita politica il nome di Garessio  è forse attestato per la prima volta in un atto pubblico del 1064. Dopo alterne vicende, Garessio passa sotto il marchesato di Ceva ed è proprio il Marchese Giorgio II il Nano che concede nel 1276 agli “uomini di Garessio”, in cambio di favori militari resi, gli Statuti raccolti poi nel famoso “Libro della catena”, attualmente conservato presso la Biblioteca Comunale.
Del periodo medievale restano i ruderi del vecchio castello, distrutto dai Savoia verso il 1635, che domina dall’alto il Borgo Maggiore, ancora circondato da mura, porte, torri di difesa e di vedetta con ponti ed archi che resistono e che si possono ammirare ancora nel ricordo di antiche leggende (ad esempio la Dama del Ponte Rosa).

Purtroppo Garessio dovette subire, nel corso dei secoli, numerose tristi vicende, pestilenze, saccheggi, distruzioni ad opera dei Genovesi, Francesi, Spagnoli sino al passaggio delle truppe napoleoniche verso il 1794, portanti sì la libertà, ma anche morte e rovina. Nel 1814 Garessio ritornò sotto i Savoia e ne divise le sorti, prima con il regno Sardo-Piemontese e poi, attraverso le guerre del Risorgimento, con il Regno Unito d’Italia. Col Regio Decreto dell’11 giugno 1870, Vittorio Emanuele II concesse il titolo di “Città” a Garessio ed il diritto di fregiarsi dell’antico stemma (due strisce nere e due d’oro orizzontali parallele tra loro, sormontate dalla corona marchionale).

Garessio, al confine tra Piemonte e Liguria, è il punto di partenza per decine di sentieri che solcano le Alpi Marittime. Tra le diverse escursioni naturalistiche su itinerari dai monti al mare, segnaliamo il “percorso rosso” da Garessio al Castello di Casotto e il “percorso blu” che da Garessio conduce a Ceriale. Tra boschi, punti panoramici, forti e castelli, s’impara ad apprezzare l’Alta Val Tanaro. Inoltre, salendo a Garessio 2000, ad una dozzina di km dal borgo, si trova la stazione sciistica (www.garessio2000.it) dalle cui piste si vede il mare. Sciare con gli occhi rivolti al golfo ligure e, più in là, alla Corsica, è un’esperienza indimenticabile. Da assaggiare quando siete in zona, la castagna garessina, ossia la castagna “gabbiana”, i funghi, le patate e i porri. Senza dimenticare l’acqua oligominerale San Bernardo che sgorga a 1300 m di altezza dalla sorgente Rocciaviva e porta Garessio sulle tavole di tutta Italia e nel mondo. Particolarmente leggera, è utilizzata dagli anni Venti, quando Garessio cominciava ad essere frequentata da un turismo d’élite ospitato nel Grand Hotel Miramonti, uno dei più eleganti d’Italia e ora ridotto a rudere.

Il Parco Fonti San Bernardo, immerso nel verde, è stato recentemente ristrutturato e dotato di un “villino mescita acque” e di un centro benessere che dovrà entrare in funzione prossimamente. Da non perdere i tre quartieri del centro storico ed il castello di Valcasotto, trasformato in residenza estiva dal re Carlo Alberto per le sue battute di caccia.

Le acque

L’acqua che alimenta le Terme di Garessio scaturisce fredda direttamente dalle rocce a 1300 m di altezza, sul versante piemontese delle Alpi Marittime. Leggerissima e scarsamente mineralizzata, viene impiegata esclusivamente come bibita. E’ un’acqua oligominerale fredda, indicata per la prevenzione delle coliche renali e rinomata soprattutto per la sua azione di stimolo della diuresi.

Indicazioni terapeutiche

Le indicazioni terapeutiche riguardano patologie delle malattie del fegato, del sistema scheletrico, affezioni cutanee e reumatiche. Si curano anche patologie del sistema digerente e per i disturbi del ricambio (soprattutto gotta e calcolosi renale), ed è particolarmente efficace nella prevenzione delle coliche delle vie urinarie.

Le cure ed i trattamenti

Garessio è uno dei centri più importanti in Italia per la cura idropinica, particolarmente gradevole in questa località per via delle temperatura e della purezza organolettica dell’acqua che scaturisce dalla Fonte San Bernardo. Per chi interessato è anche presente un reparto massaggi.

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