Località termali attiveToscana

Castiglione d’Orcia (SI) – Bagni San Filippo

Situato nel cuore della Val d’Orcia, ai piedi del Monte Amiata e lungo la Via Francigena, il Comune si sviluppa tra una fascia collinare, dove sono posizionate le frazioni di Castiglione, Rocca e Ripa, mentre salendo verso la fascia montana si trovano Bagni San Filippo e, più su, Vivo d’Orcia e Campiglia.
Il paesaggio è molto affascinante e diversificato, dove troviamo le aree boschive di castagni e faggi dell’Amiata e le “crete” argillose e le “biancane” collinari, tra le campagne coltivate a grano, olivi e vigne ed i diversi borghi diffusi nella Val d’Orcia.
Il territorio del Comune di Castiglione d’Orcia, frequentato già in epoca etrusca e romana, si contraddistingue per strutture urbane e complessi architettonici che risalgono prevalentemente all’epoca medievale e rinascimentale. Le prime notizia del borgo risalgono al 714 quando figurava tra i possedimenti della potente famiglia degli Aldobrandeschi. Nel 1252, Castiglione diventò un libero comune, ma già nel corso del XIV secolo entrò nell’orbita della Repubblica di Siena che concesse il controllo del centro ai Piccolomini prima ed ai Salimbeni poi. Quando Siena fu definitivamente sconfitta da Firenze, anche Castiglione entrò a far parte dei territori fiorentini.
Tipico borgo rustico toscano, ha nella piazza dedicata al pittore Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, il suo centro. Tra i monumenti il più importante da vedere è, certamente, la Rocca Aldobrandesca con le sue mura ed il cassero. Questa Rocca, dominante sulla città, insieme alla vicina Rocca a Tentennano, rappresentava uno strategico punto di controllo lungo la Via Francigena che, nel medioevo, collegava Canterbury a Roma. Nel fondovalle ci sono ancora i resti di alcune stazioni di posta, tra cui “le Briccole”, un antico ospizio per pellegrini e viandanti, che ospitò (nel 990) Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, Matilde di Canossa (1709) e San Francesco che qui ebbe la visione della Madonna Povertà, accompagnata dalla Castità e dall’Obbedienza.
Da non perdere la visita alla Sala d’Arte San Giovanni, situata al centro del paese all’interno della Confraternita San Giovanni, e dove si trovano opere d’arte preziose realizzate da alcuni grandi maestri della scuola senese dei secoli XIV e XV: Simone Martini, Giovanni di Paolo e Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta.

In posizione periferica troviamo la Pieve medioevale dei Santi Stefano e Degna, con un bel portale quattrocentesco e alcuni affreschi di scuola senese del XVI secolo. Nella frazione di Rocca d’Orcia si trova la Rocca Aldombrandesca di Tintinnano (XII-XIII secolo), imponente ed inespugnabile e dove soggiornò anche Santa Caterina da Siena. A Vivo d’Orcia, invece, si trova il Romitorio di San Benedetto, fondato nell’XI secolo da San Romualdo e, un tempo, abitato dai monaci Camaldolesi.
Nel borgo San Filippo, poi, si trova l’acqua termale sulfurea che ha generato la crescita delle Terme.
Come molte altre località termali toscane, anche le terme di Bagni San Filippo sono note fin dall’antichità e hanno ospitato numerosi personaggi di spicco come Lorenzo il Magnifico e Cosimo I dei Medici.
Oltre allo stabilimento termale attrezzato, c’è la possibilità di terme libere, in mezzo al bosco, in un’area chiamata “Fosso Bianco” dove, insieme a vasche con acqua termale, si trova una spettacolare formazione calcarea “la Balena Bianca” che è il cuore dell’area termale di Bagni San Filippo.
Castiglione e la Val d’Orcia hanno un vasto e qualificato paniere di prodotti e piatti tipici, prevalentemente derivanti dalle tradizioni agro-zootecniche della zona. Cacio pecorino, miele, zafferano, salumi della Cinta senese (razza locale di suini), si accompagnano ai vini d’Orcia DOC, al Brunello di Montalcino, al rosso Sant’Antimo, al Montecucco ed altri, così come ben si trovano con il pregiato olio extravergine di Castiglione d’orcia. In cucina sono da segnalare “i pici”, piatto povero della tradizione contadina fatto a mano solo con acqua e farina, condito con briciole di pane insaporite in padella; la zuppa di pane, fatta con il riuso del pane secco inzuppato e riscaldato in un brodo di fagioli e verdure di campo; le grigliate di carne chianina, il cinghiale in umido, le scotti glie di carni miste.

Le acque

Le acque che alimentano le Terme di Bagni San Filippo sono principalmente acque solfuree, bicarbonato calciche, solfate, alcalino-terrose e provengono da quattro fonti ipertermali alla temperatura di 52°C; da una quinta sorgente sgorga invece acqua fredda. Quando sgorgano inoltre formano suggestive concrezioni calcaree lungo il Fosso Bianco che scorre presso l’abitato e ambienti particolari come quello del Bollore, una collinetta calcarea sul luogo della primitiva sorgente.

Indicazioni terapeutiche

Le proprietà analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti per le articolazioni e quelle anticatarrali, fluidificanti e antimicrobiche per le mucose, si aggiungono alle proprietà del fango naturale da esse depositato, addizionato con argilla e lasciato maturare a lungo in apposite vasche, dove viene manipolato con metodi ancora tradizionali e raccolto per l’uso, in secchi immersi nel calore delle stesse acque. Nello specifico, le indicazioni terapeutiche riguardano malattie otorinolaringoiatriche, delle vie respiratorie, del ricambio e dell’apparato gastroenterico; si curano anche affezioni dermatologiche, ginecologiche, reumatiche e osteoarticolari.

Le cure ed i trattamenti

Alle Terme San Filippo si praticano cure di:

  • balneoterapia
  • fango-balneoterapia
  • inalazioni
  • aerosol
  • aerosol ionizzato
  • aerosol sonico
  • docce nasali micronizzate

Ai trattamenti tipicamente termali, come l’idromassaggio in acqua termale, il peeling con i sedimenti termali lasciati dalle preziose acque, il fango termale per maschere viso e per trattamenti detossinanti e rilassanti per il corpo, si uniscono tanti altri trattamenti di bellezza e massaggi della tradizione occidentale e orientale.

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