Località termali attiveLombardia

Goito (MN) – Terme Airone

Secondo fonti storiche, Goito venne fondata dai Romani nel II° secolo a.C. (le colonie romane di Mantova e Cremona risalgono rispettivamente al 214 e 218 a.C.) come insediamento difensivo per l’attraversamento del Mincio lungo la via Postumia (che collegava Genova con Cremona, Verona e Aquileia).

Dopo la caduta dell’Impero Romano, sul finire del V secolo, fu conquistata dai Goti (da cui deriverebbe il nome Castrum Godii) e successivamente dai Longobardi, come si desume dall’importante necropoli ritrovata in località Sacca di Goito con centinaia di sepolture coeve, e dai Franchi.

Grazie alla sua posizione strategica, assunse un ruolo importante anche in epoca medioevale, prima sotto il dominio imperiale rappresentata dai Canossa e, successivamente, come libero Comune. Dalla metà del XV secolo, dopo varie contese tra i Visconti ed i Gonzaga diventò un possedimento del marchese di Mantova Ludovico III Gonzaga, che diede notevole impulso al rilancio dell’economia locale (la costruzione del cosiddetto Naviglio di Goito, il ponte in mattoni sul Mincio e il restauro delle fortificazioni) e vi eresse una propria residenza (cui lavorò anche il Mantegna nel 1463-64) dove morì di peste nel 1478. Nella seconda metà del Cinquecento la città conobbe nuova prosperità con i duchi Guglielmo e Vincenzo I Gonzaga.

Successivamente, agli inizi del XVIII secolo, finita la dinastia del Gonzaga, passò sotto il Ducato di Milano e sotto l’Austria, poi, verso fine secolo, fu conquistata dai francesi e più tardi riconquistata dagli austriaci.

Su questo territorio si combatterono importanti battaglie della prima guerra di indipendenza che videro protagonisti il generale La Marmora e Carlo Alberto di Savoia che, sempre nel 1848, sconfissero due volte gli austriaci. Dieci anni più tardi, la vittoriosa conclusione della seconda guerra di indipendenza portò all’annessione di Goito e di tutta la Lombardia al regno sabaudo e poi a quello d’Italia (1861).

Il paesaggio di Goito è caratterizzato dalla presenza, in media e bassa pianura, da strade campestri, canali, rogge, filari, varie chiese parrocchiali (Goito, Solarolo, Vasto, Cerlongo), chiese campestri ( Massimbona, San Lorenzo), gli Oratori di Mussolina, Sacca, Maglio, Bardellona, Bell’Acqua e dell’Angelo Custode.

Testimoni della sua lunga storia restano solo la torre medievale del Castello vicino a piazza Gramsci, la piazza su cui si affaccia la parrocchiale, la Basilica dei SS. Pietro e Paolo e i resti delle mura, le ville settecentesche come “La Giraffa”, sorta dal gonzaghesco convento dei Cappuccini e la neoclassica Villa Moschini già dei conti d’Arco. Sempre dei marchesi d’Arco (attualmente di proprietà della Fondazione d’Arco e gestito dal Parco del Mincio) è il parco giardino delle Bertone. Numerose le corti disseminate per tutto il territorio comunale come la Bell’Acqua di Sopra, tra Mincio, Fossa Nuova e canale Goldone, oppure il Brolazzo vicino a Maglio che ricorda lo stile architettonico di Giulio Romano o la Sacchetta, tutte seicentesche.

Da Goito è possibile fare belle escursioni nel Parco Regionale del Mincio, a piedi, in bicicletta o in motonave. Il percorso si sviluppa attraverso i territori collinari dell’Alto Mantovano costellati di castelli e fortificazioni medioevali o scaligere, ricchi di zone di caccia e di palazzi storici.  Oltre alle testimonianze storiche nel parco del Mincio si possono ammirare oasi e zone umide dove trovano riparo centinaia di specie di uccelli.

La tradizione enogastronomica locale è ricca di piatti che coniugano i prodotti della terra, con quelli dei fiumi, come l’anguilla in padella o l’anguilla alla brace, i carciofi cul pié, il baccalà con la polenta, il baccalà impanato e fritto, i bigoli con le verdure o le sardelle, i Boss del Mincio fritti (piccolissimi pesci di fiume), i capunsei in brodo, il coniglio ai ferri o arrosto, la coppa con le costine, la crema d’aglio, la sarda (cuspetù) con la polenta,  il fritto misto di pesce del Mincio, il luccio in salsa, la lepre cerlonghina, le lumache fritte o sotto la cenere, i maccheroni con la zucca, la minestra con i fagiolini e altro ancora.

All’interno del Parco Regionale del Mincio si trova anche un Centro Termale che, sfruttando le proprietà geotermiche del suolo, dispone di acqua termale sempre calda, utile alla riabilitazione ed alla salute.

Le acque

Le acque delle Terme Airone a Goito, che scaturiscono dal Pozzo di Rodigò, sono classificate come ipertermali solfurea clorurato-sodica, microbiologicamente pura, fuoriescono ad un temperatura di 60°C.

Indicazioni terapeutiche

Le principali patologie che possono essere curate grazie alle acque delle Terme di Goito riguardano il sistema digerente, quello genitale e riproduttivo, patologie del sistema muscolare, patologie del sistema respiratorio, del sistema scheletrico e malattie della cute. Completano il quadro trattamenti per remise en forme, cellulite, traumi, fratture e convalescenze.

Le cure ed i trattamenti

Le Terme Airone offrono:

  • balneoterapia
  • percorso vascolare
  • idromassaggio
  • percorsi vascolari
  • aereosol
  • inalazioni caldo umide
  • docce nasali micronizzate
  • massaggi estetici
  • corsi fitness
  • pacchetti benessere
  • piscine coperte e scoperte

Come raggiungerci

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