Località termali attiveBasilicata

Rapolla (PZ) – Terme di Rapolla

Località termale molto famosa in Basilicata è Rapolla, il cui nome deriva da “Rupe di Apollo”. Questo paesino sorge a 438 metri di altezza sulle pendici di un vulcano spento, il Vulture e vanta una notevole cattedrale gotica, con un portale del 1253 e due formelle a rilievo del 1209.

Secondo la tradizione, la sua origine risale al tempo delle guerre di Roma e di Annibale, come confermato da una collina chiamata Cerz d’Annibal (quercia di Annibale), dove il condottiero africano si sarebbe accampato prima della battaglia contro il console Marcello, nel 210 a.C.; Rapolla sarebbe, secondo alcuni studiosi, nominata da Plinio (circa 70 d.C.), nell’elenco delle città Daune, con il nome di  Strapellum. Nel 984 giunge nel territorio del monte Vulture il monaco siciliano Vitale da Castronuovo, importante personaggio della comunità monastica di rito greco. Qui egli, in compagnia del nipote Elia, tra la data del suo arrivo e quella della sua morte (994), edifica un monastero di rito greco.

Il paese attraversa varie vicissitudini storiche e viene, infatti, distrutto più volte a causa delle guerre contro Corrado III di Svevia e Lotario II, re di Germania ed Italia (1137), contro il tentativo del Vescovo di Melfi di egemonia su Rapolla (1183), contro Manfredi come reggente del Regno ed a favore di Papa Innocenzo IV 1254), fino alle guerre tra Giovanna I, fedele all’antipapa ClementeVII, e Luigi d’Angiò re d’Ungheria, sostenitore del papa Urbano VI. Non mancano un feroce saccheggio compiuto dalle truppe di Lautrec nel 1528 che operano nel meridione, teatro di scontri tra i Valois e gli Asburgo e vari terremoti che, nel corso dei secoli, hanno profondamente colpito il territorio.

Durante queste vicende storiche, solo con Roberto il Guiscardo ed i successori conti Normanni migliorarono le condizioni generali di vita del paese che, nel frattempo, viene dotato di mura e di un Castello. Roberto il Guiscardo in questo periodo appare essere tanto sicuro da invogliare Federico II ad alloggiarvi (1235) la madre di Manfredi. Oggi non c’è traccia del Castello. Così come non ve ne è dalla rocca longobarda che nel 982 ospita l’imperatore tedesco Ottone II.

La vita monastica non ha molta fortuna a Rapolla. Essa conosce una certa vivacità con la venuta di Vitale da Castronuovo (984), che costruisce qui chiese, cappelle e un piccolo monastero, confermando il rito bizantino. I Normanni mettono le cripte eremitiche e il loro ricco patrimonio alle dipendenze della badia di Monticchio tenuta dei Benedettini.

Risale all’XI secolo, ma non si conosce la data precisa della sua fondazione. Ha uno stile bizantino.  Di essa il francese storico dell’arte Bertaux dice che “non c’è disposizione più bizantina di questa, e S. Lucia deve essere citata fra gli edifici dell’Italia meridionale, una copia autentica di puro modello greco”. L’esterno presenta una facciata priva di decorazioni, un portale ad arco a tutto sesto e stipiti con capitelli decorati con foglie d’acanto. L’interno e a tre navate con volte a botte e con sei arcate per lato è ricco di opere d’arte.

La cattedrale, intitolata a S. Maria Assunta, risale al 1209, quando a dare il via ai lavori è il vescovo Riccardo. Il progetto è dell’architetto-scultore Melchiorre da Montalbano, il quale la edifica nel luogo in cui in precedenza sorgeva l’antica cattedrale paleocristiana, andata distrutta dai melfitani nel 1183. La chiesa originariamente ha la pianta a croce latina, a tre navate ed è consacrata nel 1253. Tra il 1310 e il 1314 il vescovo Pietro di Catalogna aggiunge alle navate esistenti una quarta, coprendola con volte a cordoncino. Questo tempio segue le sorti imposte dai vari terremoti: lesioni o distruzioni e ogni volta risorge. 1456: distruzione quasi totale. 1694: crollo totale e ricostruzione grazie all’offerta fatta da papa Benedetto XIII anni dopo in visita alla zona.

L’ultimo crollo si verifica col terremoto del 1980. Della primitiva chiesa rimangono il portale (1251), i pilastri, i capitelli di Melchiorre e due bassorilievi (1209) scolpiti da Barolo di Muro Lucano. Vi sono custoditi, inoltre, la scultura lignea Crocifisso (XIII secolo), di ignoto; la tela Immacolata (1589), di Cristiano Donona e la Madonna del Carmelo con Anime purganti, Ss. Antonio ed Agostino (1777), dipinto di Giovanni Battista Vela.

Una terza chiesa, dedicata all’Annunziata, è edificata nel 1770. Sono anni questi in cui si crea un nuovo assetto urbano: fuori le mura si sviluppa il cosiddetto Borgo di fronte che ha come punta estrema la Chiesa di S. Biagio, opera dei monaci greci ma in questo periodo riedificata. In tale rinnovo urbano nascono i palazzi Chiaromonte, Ferrara e Radino, famiglie esponenti della nuova borghesia terriera nata negli stessi anni, nel clima del riformismo borbonico di fine Settecento.

Piacevoli possono essere le gite e le escursioni nelle zone di prossimità come i laghi di Monticchio e da visitare è la chiesetta di Santa Lucia con la sua cupola bizantineggiante.

Rapolla è conosciuta per la produzione di olio extravergine di oliva e per la produzione vinicola di Malvasia, Aglianico e Moscato del Vulture che viene conservato nelle grotte di tufo vulcanico.

Rapolla, offre una vasta gamma di prodotti genuini. Sulle colline sono coltivati vigneti ed oliveti da cui si producono uve pregiate ” Aglianico, Malvasia, Santa Sofia, Moscato” dando così un ottimo vino da tavola e spumante, olio extra vergine di oliva della ogliarola “rapollese”. Tra i piatti della tradizione locale sono da citare: gli “strascinati con sugo e peperoncino piccante”, il pane cotto del pastore, la pasta fatta in casa con i fagioli, i peperoni cruschi con baccalà, l’agnello a l’ù cafone, il bollito di pecora, la focaccia con la cipolla, i peperoni ripieni, il coniglio ripieno, le caldarroste.

Grazie alla ricchezza delle sue acque sotterranee, oggi sapientemente sfruttate da uno stabilimento termale, Rapolla è anche meta di attrazione turistica e termale.

Le acque

Le Terme di Rapolla, dette anche Terme di Ala, sfruttano le tre sorgenti, scoperte all’inizio del secolo scorso, da cui sgorga un tipo di acqua salso-solfato-bicarbonato-alcalina. La prima sorgente eroga acqua minerale salso-bicarbonato-alcalina, le altre due acque di tipo minerale solfato-alcaline.

Il fango

I fanghi delle Terme di Rapolla sono idonei per le seguenti cure: manifestazioni fibrositiche, malattie del sistema nervoso periferico quali sciatica, mialgia malattie periarticolari, osteoartrosi poliarticolare, spondiloartrosi, e sue varietà, nodi di Heberden, rizartrosi, reumatismo uricemico, manifestazioni nevralgiche, radicolalgiche e nevritiche secondarie a osteoartrosi, gotta articolare e altre artropatie dismetaboliche del reumatismo, reumatismo muscolare, miositi, fango addominale negli esiti di colicistectomia con fatti per i viscepitici e negli esiti di malattie ginecologiche, cosmetoterapia.

Le indicazioni terapeutiche

Le acque salso-solfato-bicarbonato-alcaline sono particolarmente indicate per curare gotta, sciatica, artrite, artrosi, postumi di fratture, malattie in cui vi sia acido urico in eccesso e sono utili nelle disfunzioni dell’apparato naso-gola: faringite, sinusite, faringite-otite, rinite e tonsilliti ipertrofiche. Le acque solfato-alcaline invece, sono indicate per malattie dismetaboliche, distonie neurovegetative, malattie del sistema nervoso periferico, talune nevrosi, talune malattie cutanee croniche, casi in cui sia indicata terapia di stimolo.

Le cure e i trattamenti

A Rapolla si praticano

  • fangoterapia
  • balneoterapia
  • aerosol
  • docce nasali
  • fisioterapia
  • idromassaggi
  • inalazioni caldo-umide
  • linfodrenaggio
  • nebulizzazioni
  • vari tipi di massaggi

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