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Pescantina (VR) – Aquardens le Terme di Verona

Il comune di Pescantina è situato nel veronese lungo le rive del fiume Adige. La fondazione della città è di difficile collocazione temporale, perché i reperti di epoca pre-romana che sono stati rinvenuti sono rari, ed è difficile stabilire se vi fosse un insediamento strutturato prima dell’arrivo dei romani.

Dell’epoca romana, invece, sono numerosi i reperti rinvenuti, tra questi si segnalano, come più rilevanti, il cippo funebre di Lucio Tenazio Varo, conservato presso il Museo Maffeiano di Verona e quello di Marco Tenazio Labeone, conservato presso il Museo Archeologico, il frammento miliare noto come “miliare di Arbizzano”, epigrafi latine e altri reperti. In loco rimangono il coperchio di un sarcofago con scene di caccia, astragali e fogliette (si all’interno del campanile di S. Lorenzo in una nicchia a livello del pavimento), un’ara con puti alati, strumenti sacrificali e motivi floreali.

La storia di Pescantina rispecchia a grandi linee quella della Valpolicella. Questi territori facevano parte con ogni probabilità di quel “pago arusnate” che è ricordato in più di una iscrizione e che riuniva gli agglomerati siti tra l’Adige e i Lessini occidentali (gli Arusnati reano una popolazione di origine retica, la cui cultura era in buona parte affine a quella delle vicine popolazioni galliche e venetiche). Due grandi avvenimenti: la vittoria sui Cimbri da parte di Cario Mario e la costruzione della “via Claudia Augusta” (15 A.C, – 47 D.C.) portano queste terre verso la definitiva romanizzazione. Fin dall’epoca romana, l’area in cui sorge Pescantina era considerata di grande importanza strategica, specie per la presenza di guadi lungo il fiume Adige che permettevano alle truppe un rapido passaggio per raggiungere Verona, poco distante dalla città.

Se fino al XIII secolo la zona visse di una relativa calma e pace. Da questo secolo in poi si condensarono conflitti e distruzioni del territorio, in cui prima la guerra tra Carraresi e Veneziani tra il 1404-05 e, successivamente, gli scontri tra gli eserciti spagnoli, austriaci e francesi la videro come teatro di guerre e devastazioni. Ciononostante, sotto il dominio veneziano, caratterizzato da una duratura “tranquillità sociale”, si svilupparono in notevole misura le attività legate al commercio sul fiume Adige, che diedero al paese ricchezza e notorietà. Per un paio di secoli e più Pescantina fu uno dei perni della navigazione atesina e godette di particolare benessere, vedendo garantite varie forme di autonomia in materia economica, tributaria e amministrativa alla città che sviluppò una forte predisposizione al commercio via acqua e alle coltivazioni di vite e pesche, ancora oggi molto fiorenti.

L’arrivo delle armate napoleoniche, alla fine del 1700, portò ancora devastazione e ruberie (si ricorda l’ecidio perpetrato dalle truppe francesi nel 1797) e inaugurò un ventennio fitto di episodi bellici, nel quale si accentuarono i segni di declino dei traffici sul fiume. Durante l’occupazione austriaca non fu coinvolta come area di guerre ma l’arrivo, nel 1859, della ferrovia tra Verona e Trento mise a repentaglio molti dei commerci fluviali che fino ad allora avevano arricchito la zona, a favore del trasporto su rotaia all’epoca più conveniente.

Durante i due conflitti mondiali, la città venne ripetutamnte bombardata, specie durante la II Guerra Mondiale quando, per la sua vicinanza a Verona, venne duramente colpita dall’aviazione angloamericana.

A seguito dell’impegno della popolazione, e del sacrificio di molti suoi cittadini, la città venne insignita della massima onorificenza al valore civile, la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

All’interno del comune, si trovano numerosi edifici religiosi, tra cui segnaliamo la Chiesa di San Michele (del XII secolo) con pitture trecentesche al suo interno, la Chiesa di Santa Lucia (sempre del XII secolo) caratterizzata da una facciata a capanna e dalla presenza di affreschi tardo medievali al proprio interno, la Chiesa di Sant’Antonio Abate (XV secolo), il Santuario settecentesco della Beata Vergine della Pietà e la Chiesa di San Lorenzo Martire, edificata nel XVIII secolo in stile neoclassico-barocco di proporzioni ragguardevoli. L’interno è solenne e armonico, arricchito da altari in marmo e da numerose tele del XVIII secolo. Sul lato ovest della chiesa si alza il campanile, alto più di 80 metri.

Numerose, come in molti comuni della zona, sono le ville storiche presenti sul territorio, che richiamano ogni anno molti turisti da tutto il mondo, interessati a scoprirne la pregevole fattura e le decorazioni, considerando anche il fatto che molte di queste vennero innalzate durante il periodo veneziano ed ancora oggi sono finemente conservate. Tra queste citiamo Palazzo Betteloni (attuale sede del Comune), il “Palazzon” Butturini (XVIII secolo), il Palazzetto Cipriani, affacciato sull’Adige, le Ville Quaranta (XVII sec.), Mirandola, Bertoldi (XVII sec.), Sparvieri (XV-XVI sec.), Viscone-Bricci (XVI sec.), la Corte Brizzi, la Corte La Presa, il Palazzetto Danese, il Palazzetto Giacopini-Quarella e altri ancora.

I dintorni della città presentano notevoli punti di interesse. La vicinanza con Verona la rende perfetta per una gita nella città di Romeo e Giulietta, ma i dintorni di Pescantina permettono di visitare il territorio della Valpolicella e le città di Bussolengo e Sant’Ambrogio di Valpolicella. La sua posizione, a nord-ovest di Verona, rende molto agevoli anche le gite verso il Lago di Garda.

Da un punto di vista gastronomico, le produzioni vinicole la fanno da padrona, visto il pregio della zona in cui è situata. Si calcola inoltre che il 45% delle produzioni agricole siano dedicate ai pescheti, e la zona è protagonista di una intensa e qualitativamente alta produzione di pesche.

La stazione termale si trova nella zona di Santa Lucia. Attive fin dall’epoca augusta, le terme sono sempre state intensamente utilizzate, grazie al transito in zona della via consolare Claudia Augusta e alla felice posizione sulle rive del lago di Garda. I maggiorenti romani amavano infatti venire a villeggiare in questo comprensorio ameno dal punto di vista paesaggistico e ricco di acque, sia quelle fresche del lago che quelle calde e benefiche delle sorgenti termali.

Le acque

L’acqua minerale naturale che sgorga nelle vasche del Parco Termale Aquardens è un’acqua salso-bromo-iodica (ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio, ma anche di calcio, magnesio e ferro). Essa fluisce microbiologicamente pura ad una temperatura di 47°C dalla roccia fessurata della fonte posta a una profondità di 130 metri. La terapia consigliata prevede un’immersione della durata tra i 10 e 15 minuti in acque con temperature tra i 35°C e il 37°C seguita da un riposo di 30 minuti per rendere effettivi i benefici avuti dal trattamento.

 

Le indicazioni terapeutiche

L’acqua salso-bromo-iodica è particolarmente indicata per le affezioni croniche delle vie respiratorie e le patologie catarrali, la sordità rinogena, le patologie dermatologiche, vascolari e quelle artro-reumatiche. Essa favorisce infatti la guarigione da traumi come fratture, lussazioni, distorsioni e distrazioni muscolari.

Grazie alle alte temperature e alla ricchezza di minerali stimola inoltre il sistema immunitario e sviluppa proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antiedemigene. La balneoterapia è indicata infine in caso di dermatiti, psoriasi e in caso di varici venose degli arti inferiori.

 

Le cure e i trattamenti

Aquardens è un sito termale costituito da un susseguirsi di vasche e lagune, grotte e cascate per immergersi, nuotare e coniugare i benefici della balneoterapia con il piacere degli idromassaggi e della musico-cromoterapia, della sauna e dell’area beauty per trattamenti e massaggi. Alle terme di Pescantina è possibile inoltre usufruire di insufflazioni endotimpaniche, politzer e consulenze in medicina termale preventiva e riabilitativa. Nel Poliambulatorio è inoltre possibile consultare affermati specialisti per visite nel campo della dermatologia, endocrinologia, medicina dello sport, scienza dell’alimentazione e reumatologia.

 

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