Località termali attiveVeneto

San Michele al Tagliamento – Bibione (VE) – Terme di Bibione

San Michele al Tagliamento si trova nel Veneto orientale, ai confini col Friuli Venezia Giulia e lungo la parte finale del fiume Tagliamento. Ha diverse frazioni, di cui Bibione è la più nota ed importante. Fu abitata prima da antiche popolazioni di Veneti , poi, dai Romani dal II° sec. a.C. e, successivamente (dal 568 al 774 d.C.) dai Longobardi, così come risultano da diverse testimonianze archeologiche e storiche, come  la via Annia (II sec. a.C.) che aveva, sul guado del Tagliamento, la stazione di sosta di Apicilia (presso San Giorgio), mentre ci sono i resti archeologici di una villa romana (del IV sec. d.C.) nella Valle Grande di Bibione o, in epoca longobarda, le le chiese intestate ad angeli guerrieri quali San Michele e San Giorgio, a difesa del nuovo ducato friulano appena costituito.

I Longobardi furono sottomessi dai Franchi che fondarono infeudarono i vari territori (tra i quali il Friuli) a persone di loro fiducia. Nei primi secoli del 2° millennio, risulta che il territorio di Latisana fosse dato in feudo ad un famiglia tedesca per poi passare ai Conti di Gorizia, mentre la sponda destra del basso Tagliamento veniva concessa al Patriarca di Aquileia e, da questi, al Vescovo di Concordia. Il tutto rientrava in quella che era definita la Patria del Friuli; contea concessa ad un ecclesiastico (era il tempo dei principi-vescovi). Si pensa che in quest’epoca si sia formata la lingua friulana (su base latina e apporti celtici, longobardi, ed altri) che, unitamente ad una propria cultura, rafforzò l’identità del Friuli.

Nel 1420, per il bisogno di difendere i propri confini dagli stati irrequieti circostanti e per garantire sicurezza alle proprie importanti attività mercantili, la Repubblica di Venezia, dopo aver occupato il resto dell’attuale Veneto, s’impossessò militarmente di gran parte della Patria del Friuli (circa fino all’Isonzo esclusi quei territori che l’impero riuscì a conservare). La situazione rimase più o meno tale fino all’arrivo di Napoleone Bonaparte, nel 1797, che sconvolse tutta la precedente situazione politica e sociale, staccando San Michele dal Friuli (1807) e aggregandolo al Dipartimento dell’Adriatico con capitale Venezia. Dopo la caduta di Napoleone e a seguito del Congresso di Vienna, con decreto 30 novembre 1815, San Michele viene annesso all’Impero Austro Ungarico, Regno Lombardo Veneto, provincia di Venezia. Nel 1866, al termine della terza guerra d’Indipendenza, entra a fare parte del Regno d’Italia insieme all’intero Veneto e al Friuli.

In questi anni si ricomincia a operare per una nuova bonifica dei terreni paludosi, visto che nella zona abbondava ormai la malaria e la terra acquitrinosa non era adatta agli insediamenti, vengono canalizzate le acque del Tagliamento, ampliata la viabilità e portata l’energia elettrica, creando le basi, così, di un nuovo sviluppo socio economico della zona.

E’ da questo punto, durante gli anni ’50 del secolo scorso, che Bibione, da piccola frazione paludosa e lagunare, inizia il suo sviluppo turistico, forte di una spiaggia naturale lunga dodici chilometri.

Da non perdere, per gli amanti della natura, una escursione a piedi, in bicicletta, a cavallo, in barca nello straordinario ambiente della Laguna di Bibione, con i suoi “casoni” dei pescatori, le sue valli, i suoi uccelli migratori 8tra cui i fenicotteri), la sua fauna stanziale di gufi, gruccioni, upupe, cincie more. Muovendosi verso ovest imperdibile la Val Grande, Parco naturale e splendido habitat di tipo lagunare che separa l’isola dalla terraferma a nord, visitabile grazie ad escursioni organizzate. Anche qui trovano rifugio rare e importanti specie faunistiche.

La cucina tradizionale di queste zone profuma di mare e agricoltura. Tra i prodotti di terra, l’asparago bianco è il principe dell’agricoltura locale. Ha sapore delicato ma intenso, viene raccolto esclusivamente a mano ed è tipico della zona anche grazie al clima mite ed al terreno sabbioso. Il colore bianco deriva dalla profonda collocazione nel terreno e dalla poca luce, mentre il suo particolare sapore è influenzato dalla salsedine marina. Non mancano, dall’agricoltura locale, pomodori, fragole, meloni, pesche, ortaggi e verdure.

Dal mare provengono vongole, cannolicchi, cozze, capesante, sardine, sgombri, sugarelli, aguglie, rombi, branzini, orate, marmore, cefali, palombi, gallinelle, sogliole, pesci stella, anguille. Tutti preparati in vario modo ed accompagnati dai buoni vini locali.

A Bibione troviamo il gusto di vedere vigorose maree e brezze salutari, pinete e tamerici, pesci e uccelli d’ogni sorta: questa la realtà degli angoli più intatti di questo mare. La cittadina è moderna e bene attrezzata, con una zona residenziale sullo sfondo delle pinete, attrezzature ricettive e sportive della più varia natura, un porto turistico di prim’ordine. Quanto alle acque, doppio motivo di orgoglio: oltre a quelle marine, ai vertici della Guida Blu di Legambiente, vanno considerate anche quelle termali, che si sono aggiunte di recente alle tante offerte della stazione balneare.

Le acque

L’acqua termale usata presso nelle terme di Bibione ha origine antichissima. Sgorga, infatti, nell’entroterra, dal basamento carbonatico mesozoico, a 500 metri di profondità e con una temperatura di circa 52°. Le proprietà dell’acqua termale di Bibione consentono di classificarla come ipertermale, medio minerale, alcalina bicarbonato sodica fluorata.

Indicazioni terapeutiche

Le principali malattie reumatiche trattate sono l’osteoartrosi e le altre forme degenerative come l’artrosi e l’osteoporosi, oltre ai reumatismi estra-articolari.

Le principali malattie delle vie respiratorie sono le rinosinusiti, le bronchiti croniche semplici e accompagnate da componenti ostruttive, le rinopatie vasomotorie, le faringolaringiti croniche,le sinusiti croniche.

Tra le malattie otorinolaringoiatriche, vengono curate le stenosi tubariche e le otiti catarrali croniche.

Le malattie degli arti inferiori curate, spaziano da affezioni che causano stenosi o occlusione del lume del vaso venoso o arterioso, tale da impedire l’apporto di sangue nei tessuti e, quindi, determinare ai soggetti interessati, dolori e ulcerazioni delle dita e delle gambe. Recupero funzionale e neurologico post-traumatico, chirurgico e patologico.

 

Le cure e i trattamenti

Le cure termali impiegate nel trattamento delle malattie reumatiche sono la fangoterapia e la balneoterapia. Inoltre l’acqua termale costituisce un mezzo ottimale ai fini riabilitativi in quanto agli effetti favorevoli legati all’immersione si aggiungono quelli analgesico e miorilassante dovuti alla elevata temperatura.

  • Per la cura delle vie respiratorie, oltre alle cure inalatorie (aerosol, inalazioni, irrigazioni nasali,
    nebulizzazioni, docce nasali micronizzate), vengono eseguite le insufflazioni endotimpaniche usando dell’acqua termale sulfurea. Tali applicazioni sono particolarmente indicate nei bambini e negli adulti che soffrono di sordità rinogena; queste terapie vengono associate al trattamento inalatorio con acqua bicarbonato sodica, in quanto le patologie dell’orecchio medio e della tuba sono strettamente legate a quelle del naso e della faringe. Le cure inalatorie possono essere abbinate, poi, alla ventilazione polmonare, in caso di broncopatia con segni di parziale ostruzione bronchiale dovuta a uno spasmo della muscolatura liscia bronchiale, alla presenza di flogosi (infiammazione) o di un’abbondante secrezione bronchiale. Questo (particolare) trattamento ha lo scopo di recuperare e migliorare la funzione respiratoria attraverso un’azione meccanica e farmacologica sulle diramazioni bronchiali più distali (lontane). Poiché i pazienti bronco-pneumopatici generalmente non respirano in modo corretto, è spesso utile associare alle ventilazioni polmonari e alle cure inalatorie una “ginnastica respiratoria” o un “drenaggio posturale”.
  • Per la cura delle malattie vascolari, oltre ai percorsi vascolari, le Terme offrono l’ozonoterapia in
    particolari vasche singole con idromassaggio ed una serie di trattamenti complementari come la pressoterapia ed i massaggi linfodrenanti.
  • Per il trattamento dei postumi da lesione o da traumi, la riabilitazione ortopedica, neurologica e
    post operatoria si avvale delle tecniche di fisiokinesiterapia, riabilitazione in acqua, elettroterapie come magnetoterapia, laserterapia, tecarterapia, massaggi manuali terapeutici decontratturanti, connettivali, linfatici, cranio sacrali. Si praticano anche chinesiterapia, massaggi, esercizi personalizzati.
  • Haloterapia (da “halos”, in greco sale), la terapia naturale basata sui benefici derivanti dalla
    somministrazione per via inalatoria di cloruro di sodio medicale micronizzato in un ambiente creato appositamente “la stanza del sale”, dove è possibile curare tosse e raffreddore, frequenti infezioni virali, bronchite cronica, asma, infezioni all’orecchio ricorrenti, riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, tonsilliti, stress, ansia,insonnia, fibrosi cistica, dermatiti, allergie, psoriasi, eczema.

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