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Cassino (FR) – Terme Varroniane

NLa città, circondata da un’ampia cerchia di alture, è abitata fin dall’epoca neolitica e dell’età del ferro. I romani, arrivati nel 313 a. C., la rendono fiorente sia per la sua posizione strategica che per la ricchezza delle acque, arricchendola di un anfiteatro, un teatro, diversi templi, due forti per il commercio e per gli affari, un imponente acquedotto. A Casinum (nome romano) lo scrittore Marco Terenzio Varrone, morto nel 27 a. C., si costruisce una sontuosa villa che diventa anche centro termale. Altri patrizi romani costruiscono ville nella zona. Dopo la crisi di Roma la città prima subisce le incursioni barbariche, poi, nel 500, viene coinvolta nella realizzazione della abbazia benedettina di San Germano (diversa da quella oggi esistente) dove Federico II e Papa Gregorio IX firmano il Trattato di Pace di San Germano. In epoca medioevale la città viene chiamata prima Castellum Sancti e, poi, San Germano diventando anche, per un periodo, un piccolo Stato dipendente dai monaci. Nel decimo secolo viene realizzata la Rocca Janula, una fortificazione a difesa del monastero, ancora oggi visibile e dove,dopo la seconda guerra mondiale, è stato realizzato il Monumento per la Pace, opera dello scultore Umberto Mastroianni.
Nei secoli successivi al medioevo, la città subisce invasioni e devastazioni, fino a quella francese del 1799. Solo con l’avvento dell’unità d’Italia il Comune, nel 1863, cambia nome e diventa Cassino.
Tra settembre 1943 e marzo 1944 Cassino diventa luogo di uno scontro militare violentissimo tra le forze naziste e gli alleati anglo-americani che bombardano la città ed il sovrastante Monastero Benedettino, provocando una catastrofe umanitaria e distruzione totale del Monastero e della città, ricostruite successivamente. Cassino è Medaglia d’Oro al Valor Militare e Città Martire per la Pace.

La gastronomia locale trae origine dalla tradizione contadina. Tra i piatti tipici “riso e fasule”, ceci e taglierini, la “pasta mischiata” con cavolfiore, aglio, olio, pepe, sale e parmigiano; o gli zitoni lardellati con salsa fatta con lardo, cipolla, vino bianco, pecorino e prezzemolo; o le patate con le zucchine (cucuzze), la “polenta e pastardune”, la zuppa montanara ( a base di trippa di vitello, pancetta, sedano, carote, cavoli, fagioli, patate), il capretto cacio e uova, le lumache alla cassinese, la coratella alla cassinese e, tra i dolci, le “susamelle” ciambelle con miele, cannella, bucce di mandarino e succo di arancia.
Nei pressi di Cassino, lungo Via delle Terme, si trovano le Terme Varroniane, un parco naturale-termale costituito da una ricca e suggestiva vegetazione sorto dopo la seconda guerra mondiale. Questa località termale prende il nome dalla villa dello scrittore e storico Marco Terenzio Varrone di cui ora non restano che i ruderi.
A Cassino confluiscono le acque del fiume Rapido e sgorgano migliaia di sorgenti, che ne fanno la zona sorgentizia più grande d’Italia.

Le acque

Le acque, erogate da fontanelle a getto continuo disseminate in vari punti del parco sgorgano a una temperatura di 13 gradi e sono indicate nella cura delle gastropatie catarrali e negli stati di dispepsia funzionale gastroduodenale, anche derivanti da disfunzioni epatiche.

Le cure e i trattamenti

Attualmente l’area ospita anche un complesso termale idropinico, ricco di sorgenti di acque oligominerali particolarmente efficaci per la calcolosi renale, per la gotta e per la diuresi in genere.

Proprietà Termali

I principali trattamenti termali che le Terme di Cassino offrono infatti sono cure idropiniche efficaci nella risoluzione di patologie del ricambio come disturbi del metabolismo, diabete e alterazioni della presenza di grassi nel sangue.

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