Località termali attiveEmilia Romagna

Bertinoro FC – Terme della Fratta

E’ un antico borgo di origine medievale situato su una collina da cui si gode di un magnifico panorama sul mare e sulla pianura romagnola. Per questo motivo, è conosciuto come “Il Balcone della Romagna” oltre ad essere la “Città del Vino” e la “Città dell’ospitalità”. Non è chiara l’origine del suo nome, ma la tesi più in auge nella tradizione popolare è quella che la fa derivare da Galla Placidia in persona che, bevendo l’Albana che qui si produce, affermò “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro!“.
La presenza umana nel territorio data dall’epoca preistorica, dal neolitico all’età del bronzo, come testimoniato dai ritrovamenti in località Panighina. Tuttavia è solo dal Medioevo che, con la fortificazione ghibellina delle cime del monte Cesubeo e di monte Maggio che inizia la storia dell’attuale Bertinoro. A quel tempo il castrum era sotto l’influenza di Ravenna, principale alleato in nord Italia della dinastia germanica erede di Carlo Magno. Durante il regno di Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002, l’arcivescovo di Ravenna istituì la contea bertinorese e dispose il trasferimento degli abitanti della rocca di monte Maggio nel Castrum Cesubeum, poi Castrum Brittinori. Alla fine del XII secolo il territorio fu devoluto all’Imperatore e, intorno al 1177 la rocca di Bertinoro ospitò l’imperatore Federico Barbarossa e la sua corte. Alla fine del XIII secolo la Romagna venne ceduta dagli Asburgo allo Stato della Chiesa e, nel 1306, fu realizzato il Palazzo Comunale nell’area della piazza centrale sottostante la rocca e, poco dopo, vennero realizzate la Colonna dell’Ospitalità ed altre opere architettoniche.
Papa Bonifacio IX, nel 1394, cedette la contea ai Malatesta di Rimini che divennero i nuovi signori di Bertinoro fino al 1469, quando il dominio passò agli Ordelaffi, ai Borgia (1500-1504), ai conti Carpi e agli Aldobrandini. Nel 1580 la città tornò definitivamente alla Chiesa. Successivamente fu edificata la nuova Cattedrale, intitolata a Santa Caterina.
Passeggiando per le stradine acciottolate di Bertinoro, si respira l’atmosfera medioevale dei suoi palazzi storici, delle sue chiese, delle abitazioni. Il cuore della città è Piazza della Libertà con il Palazzo Ordelaffi (1306), antica sede comunale dove si trovano la Sala del Popolo (dove il popolo si riuniva), la Sala del Fuoco (con antico e originale camino) e la Sala della Fama o Sala dei Quadri, contenente il ciclo delle tele dedicato alla storia di Bertinoro, opera del pittore Antonio Zambianchi. Sempre sulla Piazza si trovano la Torre dell’Orologio, la Cattedrale di Santa Caterina di Alessandria (XVI-XVII secolo), patrona del borgo e la Colonna delle Anella o dell’Ospitalità. Essa fu realizzata grazie a Guido del Duca, giudice a Bertinoro dal 1212 al 1218 di cui parla Dante Alighieri nel XIV canto del Purgatorio della Divina Commedia, e grazie all’amico Arrigo Mainardi per mettere fine ai continui litigi tra i notabili locali. La Colonna, simbolo dell’antica e proverbiale ospitalità bertinorese, aveva 12 anelli corrispondenti, ognuno, ad una famiglia nobiliare: quando il pellegrino giungeva a Bertinoro e legava il suo bastone o la sua cavalcatura ad uno degli anelli era ospitato dalla famiglia proprietaria dell’anello.
Da non perdere, anche con una passeggiata in salita, la Rocca, costruita prima dell’anno mille, nel 1302 ospitò Dante Alighieri e, attualmente, è sede universitaria e del Museo Interreligioso. Nella frazione di Polenta si trova la Pieve di San Donato, che custodisce al suo interno colonne, capitelli e cripta originali del IX secolo. Fu citata anche dal Carducci in un suo canto e ospitò, forse, lo stesso Dante Alighieri.
Sulle colline di Bertinoro si estendono tanti ettari di vigneti, con particolare produzione di vini come il rosso Sangiovese DOC, l’Albana DOCG bianco, la Cagnina, vino giovane ottimo con sapori dolci, il Pagadebit, sempre presente nella produzioni di uva e vino. Tra i prodotti e piatti tipici di Bertinoro da citare la Saba, uno sciroppo d’uva, il Savor, marmellata contadina prodotta dopo la vendemmia, la piadina e lo squaccherone, l’olio extravergine DOP Colline di Romagna e, naturalmente, i primi patti della tradizione romagnola.
Bertinoro è suddiviso in 10 frazioni tra cui Fratta Terme, località termale nota per le proprietà curative delle sue sette acque termali, raggiungibile anche attraverso sentieri ciclopedonali. La struttura termale si trova all’interno di un antico palazzo ristrutturato; è dotata anche di un centro benessere e di una beauty farm. Il complesso è situato in un grande parco, che si estende per 13 ettari.

Le acque

Le acque che alimentano le Terme della Fratta sgorgano da undici sorgenti. Le acque principali sono salsobromoiodiche, formate prevalentemente da cloruro di sodio, iodio e bromo e sulfuree, con il loro classico odore di “uovo marcio”.

Indicazioni terapeutiche

L’acqua salsobromoiodica è particolarmente indicata per l’azione antinfiammatoria e viene usata per i bagni termali e i trattamenti otorinolaringoiatri, vascolari e di medicina termale.
Un importante tipo di utilizzo nelle terapie termali riguarda le malattie dell’apparato locomotore, come artropatie croniche infiammatorie e postumi traumatici: in questo caso vengono utilizzate nella balneoterapia singola o in piscina termale e nella preparazione dei fanghi termali.
 Si osservano benefici anche nelle patologie derivanti da processi infiammatori cronici e nei postumi di interventi chirurgici. Infine tali acque sono consigliate nella terapia delle malattie dell’apparato vascolare, come nelle sindromi da stasi linfatica e venosa e nei postumi di flebiti.
L’acqua sulfurea, invece, è particolarmente idonea per la cura delle malattie croniche riguardanti l’orecchio, il naso, la faringe e la laringe, inoltre è utilizzata nella cura delle malattie osteo-articolari, del ricambio, delle malattie cutanee e ginecologiche. Svolge azione benefica a livello epatico e dermatologico.

Il fango

E’ costituito da argilla e acqua termale bicarbonato-alcalina-sulfurea che vengono mischiate in apposite vasche, in un processo di maturazione di almeno tre anni. Solo il fango maturo presenta caratteristiche antinfiammatorie, antidolorifiche, miorilassanti e rivitalizzanti.

Le cure ed i trattamenti

Le terapie inalatorie (aerosol, inalazioni, insufflazioni tubo timpaniche, politzer) sono indicate per la cura (anche per i bambini) delle riniti, faringiti, laringiti, sinusiti, sordità rinogena, e nel trattamento dell’otite catarrale cronica e stenosi tubarica.
La fangoterapia viene usata per la cura delle malattie reumatiche, osteoartrosi ed altre forme degenerative, reumatismi extra-articolari.
La balneoterapia con acqua salsobromoiodica in vasche comunicanti ed a temperature differenziate, risulta efficace in chi soffre di insufficienza venosa e/o linfatica cronica, gambe stanche, pesanti o affette da “cellulite”.
Si praticano anche trattamenti di

  • idrocolonterapia e di medicina fisica e riabilitativa, attraverso elettroterapia antalgica (TENS)
  • ionoforesi
  • laserterapia a scansione
  • magnetoterapia
  • maikland
  • massaggi
  • onde d’urto
  • pressoterapia
  • riabilitazione ginecologica
  • posturale
  • motoria
  • funzionale
  • strain countreinstrain
  • taping neuromuscolare
  • tecar
  • ultrsuonoterapia
  • trattamenti miofacciali

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